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La Battaglia Di Jadotville


La maggior parte di questa tradizione racconta di rovinose sconfitte in perfetto accordo con la grande tradizione irlandese (si pensi al ruolo preminente degli emarginati/sconfitti nelle ballate) e anche la battaglia di Jadotville non fa eccezione.




La battaglia di Jadotville



La battaglia di Jadotville, diretto da Richie Smyth, è un film storico basato su fatti realmente accaduti. Settembre 1961, piena guerra fredda. La Repubblica Democratica del Congo sta affrontando una sanguinosa guerra civile in seguito all'assassinio del Primo Ministro Patrice Lumumba (Richard Lukunku) a opera di Moise Ciombe (Danny Sapani), colui che l'ha succeduto prendendone il potere. Temendo per un nuovo conflitto mondiale, le Nazioni Unite inviano 150 uomini, capitanati dal comandante Patrick Quinlan (Jamie Dornan), in missione di pace a Katanga, per combattere i colonizzatori e ristabilire l'equilibrio.In profonda inferiorità numerica e con armi rudimentali, la compagnia "A" del trentacinquesimo battaglione delle forze militari dell'Irish Army si ritrova a difendere il piccolo e strategico lembo di terra di Jadotville, combattendo contro 3000 congolesi guidati da mercenari francesi e belgi assoldati da alcune aziende minerarie. Nonostante l'inesperienza, il battaglione riesce comunque a resistere egregiamente agli attacchi nemici, senza perdere nessun uomo e ritirandosi solo dopo l'annullamento della missione da parte dell'esercito Irlandese stesso.


La battaglia di Jadotville è stato accolto dalla critica nel seguente modo: sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes il film ha ottenuto un punteggio medio del 64% sul 100% mentre su Imdb il pubblico lo ha votato con 7.2 su 10


Repubblica del Congo, 1961. Il Paese è scosso da una guerra civile scatenata dall'omicidio del Primo Ministro (eletto democraticamente) Patrice Lumumba per mano di Mouse Ciombe, che ha poi preso il potere. In un'area così importante per i flebili equilibri mondiali, in un periodo in cui la guerra fredda tra gli Stati Uniti e l'URSS avrebbe potuto condurre ad un nuovo conflitto su scala globale, l'ONU tenta di evitare il peggio inviando sul posto forze di pace composte da soldati irlandesi. La compagnia A, facente capo al comandante Quinlan, ha il compito di controllare Jadotville, un piccolo appezzamento di terra che si trova però in campo aperto e strategicamente poco predisposto ad affrontare un possibile, seppur imprevisto, attacco nemico. Gli interessi politici hanno però il sopravvento e in seguito a degli errori di valutazione dei loro superiori Quinlan e i suoi uomini, che non hanno mai combattuto una battaglia (l'Irlanda era uno Stato neutrale anche nella seconda guerra mondiale), si troveranno ad affrontare forze più esperte e di gran numero maggiore al servizio proprio del nuovo Primo Ministro congolese.


Un film importante perché restituisce dignità mediatica a un gruppo di uomini che per oltre quarant'anni sono stati ingiustamente accusati di codardia, salvo nel 2005 aver ottenuto (per la maggior parte postuma) una riabilitazione pubblica e un monumento celebrativo atto a commemorare il loro atto di estremo coraggio. E così come nella realtà anche nella finzione sono proprio i fili politici a determinare il destino di questo manipolo di uomini mandati allo sbaraglio in una guerra non loro, moderni spartani costretti a confrontarsi contro un esercito infinitamente superiore. La battaglia di Jadotville, esclusiva Netflix dopo una distribuzione limitata nelle sale, è un titolo solido e robusto che pur non potendo contare su un grosso budget si rivela efficace nella lunga sequenza dell'assedio subito dalla compagnia irlandese, con un buon numero di comparse ed esplosioni che si susseguono senza sosta nel lungo conflitto a fuoco che caratterizza la maggior parte del minutaggio. Dopo la prima mezzora infatti, nella quale veniamo introdotti a conoscere i personaggi chiave, principali e secondari, della vicenda, il resto della visione è incentrato sull'estenuante battaglia di Davide contro Golia, combattuta senza sosta mentre ai piani alti le trame di potere cercavano di trovare una soluzione politica. Il regista esordiente Richie Smyth adatta il libro, resoconto degli eventi reali, The Siege of Jadotville - The Irish Army's forgotten battle di Declan Power con una notevole cura per la parte belligera e meno per quella introspettiva, lasciando poco spazio (più per colpa della sceneggiatura) per far emergere le personalità dei diversi soldati, negligenza comunque ben nascosta dalle ottime interpretazioni del cast in cui a giocare il ruolo di protagonista, nei panni del comandante Quinlan, è il Jamie Dorrnan a breve nelle sale con Cinquanta sfumature di nero (2017). Ma il campo attoriale è impeccabile anche nei ruoli più secondari, con attori navigati quali Mark Strong, Guillaume Canet, Emmanuelle Seigner e Michael McElhatton (Roose Bolton in Game of Thrones) in parti più o meno fondamentali ai fini degli eventi.


Una storia vera sconosciuta ai più riguardante l'impresa eroica di un gruppi di soldati irlandesi, etichettati ingiustamente per interessi politici come codardi per oltre quarant'anni, è quella narrataci in La battaglia di Jadotville, film bellico solido e robusto quanto basta nelle sequenze d'azione che dominano la maggior parte delle due ore di visione. Uno spettacolo sobrio e riuscito che non eccede mai in gratuita retorica, sopperendo alle appena accennate caratterizzazioni dei soldati con uno stile attento e ragionato capace di districarsi tra le aspre fasi del conflitto in corso e le stanze del potere, sorretto da un ottimo cast e da una regia oculata nello sfruttare al meglio il limitato budget a disposizione. 041b061a72


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